Filomena, la Santa delle Catacombe

1. Il ritrovamento del corpo della Santa


Il corpo di S. Filomena fu ritrovato il 25 maggio 1802 nelle Catacombe di Priscilla in Romasulla via Salaria. Monsignor Ponzetti, custode delle sacre reliquie, presente all'apertura della tomba, testimoniò trattarsi di un corpo appartenente ad una fanciulla sui tredici o quattordici anni. All'interno della tomba fu trovato un vasetto di forma ovale contenente sangue della Santa.

         

Il loculo era chiuso da tre regole di terracotta, larghe ciascuna cm.50 e lunghe complessivamente m.1,74. Sulle tegole, donate al Santuario il 14-8-1827 da Papa Leone XII, è dipinta in minio una scritta:
LUMENA PAX TE CUM FI
la quale, secondo l'interpretazione di numerosi archeologi, deve essere così interpretata:
PAX TE CUM FI LUMENA
a causa dell'evidente trasposizione delle tegole. Su di esse sono dipinte in minio una magnifica palma, simbolo di vittoria e martirio, tre frecce, due ancore, un flagello, un giglio.

Questi segni, simboli del genere di martirio subito dalla Santa, concordano con la rivelazione fatta dalla Santa a suor Maria Luisa di Gesù.

2. Santa Filomena a Mugnano del Cardinale (Diocesi di Nola)


Don Francesco De Lucia, sacerdote pio e colto, nacque a Mugnano del Cardinale il 19 settembre 1772. Fece i suoi studi nella congregazione del SS. Sacramento di Lucera.

Ordinato sacerdote il 19 settembre 1796, aprì a Napoli una scuola di filosofia e di letteratura. Ben presto acquistò la stima e l'affetto di distinti personaggi della cultura partenopea, fra i quali il venerabile servo di Dio Giuseppe Maria Pignatelli della Compagnia di Gesù.

Nel 1805, don Francesco accompagnando a Roma nel mese di luglio il neo eletto vescovo di Potenza, Mons. Bartolomeo De Cesare, preso dal desiderio di possedere un corpo Santo, chiese ed ottenne, tramite la mediazione del De Cesare, da Mons. Ponzetti, custode delle sacre reliquie del Vaticano, il sacro corpo di Santa Filomena.

Egli, sistemato il corpo della Santa in un'urna di ebano, lo trasportò a Mugnano del Cardinale.
L sera del 10 agosto, la giovane Santa, accolta trionfalmente dal popolo di Mugnano, venne collocata in una cappella laterale della Chiesa della Madonna delle Grazie, ove tuttora si trova.

Il De Lucia, per dare al culto della giovane martire delle radici più solide e profonde, istituì l'associazione delle Figlie di Santa Filomena. Don Francesco De Lucia fu il primo rettore del Santuario e il vigilantissimo custode del Sacro Corpo di Santa Filomena.

Dedicò la sua vita sacerdotale per la gloria di Dio e delle anime. Dopo 41 anni di instancabile apostolato nella propagazione del culto filomeniano in tutto il regno delle due Sicilie, acquistando la stima dei più grandi prelati, rese la sua bella anima a Dio il 9 aprile 1847.

 

 

 3. Suor Maria Luisa di Gesù


Suor Maria Luisa di Gesù. Al secolo Carmela Ascione, era nata a Barra il 23 febbraio 1799. Ancora giovanissima veniva chiamata a grande perfezione. All'età di 18 anni dà un definitivo addio alle attrattive del mondo, indossa l'abito delle Suore Domenicane, prende il nome di Suor Maria Luisa di Gesù. Più tardi fonda la famiglia religiosa, le Oblate dell'Addolorata e di S. Filomena.

Un giorno dopo la S. Comunione, rapita in estasi, si sente dire da Nostro Signore: "Ti ho fatto un dono col darti la spiegazione del libro dell'Apocalisse", cui in secondo momento faceva seguito la spiegazione completa di tutta la Sacra Scrittura.

Questi scritti mirabili, dove ad una semplicità e chiarezza di stile si accompagnava una profonda dottrina ascetica e teologica, furono pubblicati dai Padri Domenicani di Imola, dove era vescovo Mons. Mastai Ferretti che fu poi Papa Pio IX.

Questo Pontefice nutriva stima per Suor Maria Luisa che fin dall'inizio del suo pontificato le scrisse svariate lettere autografe, chiamandola sempre "figlia dilettissima".

La bontà della vita, le virtù, la stima che sempre godette, il concetto di santità in cui morì la Serva di Dio costituiscono un non lieve fondamento di credibilità di queste rivelazioni.

Termino con il giudizio del beato Bartolo Longo sulla personalità ascetica e mistica della Serva di Dio Suor Maria Luisa di Gesù: "Quanto bene allo spirito ci faceva conversare con quella Santa vecchietta (suor Maria Luisa) sempre serena e sorridente. Era il sorriso della grazia, che le brillava sul volto. E il gaudio e la letizia del suo animo profondevano nell'animo altrui…".

 

4. Il Curato dell'Ars e S. Filomena


La Signorina Paolina Jaricot di Lione, dopo il grande miracolo occorsole a Mugnano e dopo l'anno intero trascorso a Roma dopo la sua guarigione, di ritorno in Francia s'incontrò con un giovane sacerdote, parroco di una delle povere e sconosciute parrocchie di quella nazione.

Ella, anima eletta, intuì sotto quella povera veste, il grande Apostolo del secolo, per cui dandogli una piccola reliquia della Santina gli disse: "Signor Curato, abbiate fiducia in questa Santa e voi otterrete tutto quello che desiderate!"

 

Chi può quantificare i miracoli operati da S. Filomena in Ars e nella Francia? Solo Dio. Ad ognuno che si raccomandava alle sue preghiere il santo Curato rispondeva immancabilmente: " Rivolgetevi a S. Filomena!" che si venerava sull'altare più bello della sua chiesa. Tanta era la sua familiarità con S.Filomena che la chiamava "la sua incaricata d'affari…il suo prestanome…la sua ambasciatrice presso Dio". La Signorina Jaricot fu la fondatrice del "Rosario Vivente e della Propagazione della Fede", la progenitrice di tante opere benedette da Papa Gregorio XVI e la pia amica del Santo Curato d'Ars.

 

 5. Brevi cenni storici sulla vita di Santa Filomena.


Le notizie della vita di Santa Filomena, prima della scoperta delle sue gloriose reliquie nelle catacombe di Priscilla a Roma, sono piuttosto scarne.
Ciò che noi sappiamo della Santa si deve alla rivelazione che ella stessa fece alla Serva di Dio suor Maria Luisa di Gesù, sua fervente devota, il 3 agosto 1833.

La Santa, parlandole mentre la pia suora stava in preghiera davanti ad una statuetta, le raccontò per filo e per segno la sua vita.
Le rivelò: "Io sono figlia di un re della Grecia; i miei genitori erano pagani e, non avendo prole, offrivano sacrifici ai falsi dei. Un medico cristiano disse loro: battezzatevi, fatevi cristiani e Iddio vi darà la prole. Accettarono la proposta, si fecero istruire, ricevettero il Santo Battesimo ed abbracciarono la religione cattolica. Un anno dopo io nacqui, e mi posero il nome di FILOMENA.

Io crescevo nella religione cristiana; a cinque anni feci la Prima Comunione, a 11 anni feci a Dio voto di verginità. Giunta all'età di tredici anni, Diocleziano intimò guerra a mio padre che, costretto a portarsi a Roma per trattare la pace ed evitare la guerra, volle condurre con se anche me e mia madre.
Arrivati a Roma trovammo Diocleziano nel Palazzo dei Bagni. Appena mi vide, preso dalla mia bellezza, promise a mio padre la pace e la sua protezione, a patto che gli concedesse dargli me in sposa.

Mio padre acconsentì e ritiratici da lui me ne passò parola; ma io risposi: "Non posso perché ho consacrato a Gesù Cristo la mia verginità."
Incessanti preghiere mi fecero mio padre e mia madre, dicendomi: "Abbi pietà di tuo padre e di tua madre e della tua patria!" Ed io risposi: " Il mio padre è Dio, la mia patria è il Cielo."

Mio padre andò da Diocleziano e gli riferì: " Filomena non vuole maritarsi". L'Imperatore mi volle alla sua presenza e vedendosi deluso nelle speranze, perché ero inflessibile a tutte le sue promesse, mi disse: "Non mi vuoi come amante, mi sperimenterai tiranno!" Turbato nel suo orgoglio di re e di uomo, ordinò che fossi rinchiusa nel carcere ed ogni 24 ore mi faceva portare pane ed acqua.

Dopo 37 giorni mi apparve la Santissima Vergine e mi disse: "Figlia mia prediletta, tu resterai ancora 40 giorni in questo carcere e poi sarai esposta a vari martiri, ma l'Arcangelo Gabriele e l'Angelo tuo custode ti assisteranno e ne uscirai vittoriosa."
Trascorsi i 40 giorni fui esposta nuda alla flagellazione, donde uscita tutta piaghe e quasi moribonda, fui gettata in carcere. Ma Iddio presto mi guarì e all'indomani mi trovarono completamente sanata.

L'Imperatore, udendo l'accaduto mi fece portare di nuovo alla sua presenza e mi rifece la proposta di sposarlo; ma sentendo rinnovarsi il rifiuto, sdegnato, ordinò che fossi condannata al martirio delle frecce. Appena legata, fui rapita in estasi e le frecce invece di ferire il mio corpo, tornarono indietro uccidendo parecchi saettatori.

Dopo questo prodigio, per ordine dell'Imperatore, fu presa un'ancora, mi fu legata al collo e fui gettata nel Tevere; ma gli Angeli spezzarono le corde dell'ancora e mi fecero passare a piedi asciutti. Il popolo vedendo quest'altro miracolo , incominciò a gridare ai carnefici: "E' libera, è libera!" Ma quelli, per paura di una rivolta popolare , mi decapitarono.

Ciò avvenne il 10 agosto , di venerdì, un'ora dopo mezzogiorno. "

Questa rivelazione a Suor Maria Luisa fu approvata dal S. ufficio il 21-12-1833.

 

6. I grandi devoti di S. Filomena

 


Leone XII – Dichiaro S. Filomena: Grande Taumaturga del sec. XIX.

Gregorio XVI – Nominò S. Filomena "Patrona del Rosario vivente" e le concesse il Culto Universale.

 

 

Pio IX – Miracolosamente guarito dalla Santa, divenuto Papa, fece un pellegrinaggio al suo Santuario il 7 novembre 1849,

S. Pio X – Elevò la Pia Arciconfraternita di 5. Filomena il 21 maggio 1912 a Pia Arciconfraternita Universale, Amava sentir parlare di lei e inviò vari doni al suo Santuario, tra questi un magnifico anello d'oro, con una grande pietra preziosa.

La Serva di Dio Suor Maria Luisa di Gesù – Fervente devota della Santa, fondò a Napoli l'ordine religioso delle Suore dell'Addolorata e di S. Filomena.

 

 

Il Santo Curato d'Ars – Grande devoto della Santa, diffuse la sua devozione in tutta la Francia,

 

 

Paolina Jaricot – Fondatrice del "Rosario Vivente e della Propagazione della Fede", miracolata dalla stessa Santa a Mugnano, il 10 agosto 1835, la propose come ausiliatrice ai sacerdoti missionari.

 

 

Il Beato Bartolo Longo – Il Beato devoto della Santa, mise sotto il patrocinio della Santina le Opere Pompeiane.

 

La Serva di Dio Maria Cristina di Savoia – Insigne benefattrice del Santuario, concepì l'erede al trono di Napoli, Francesco II per l'intercessione della Santa. Per la grazia ricevuta donò al Santuario un bambino d'argento.

Zelatori – I devoti che promuovono e inculcano sull'esempio del Santo Curato d'Ars, la mirabile devozione alla Santa in tutto il mondo.

 

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